Grandi opere: il dibattito tra sì e no parte spesso da posizioni pregiudiziali tra chi ha un registratore di cassa al posto della spina dorsale e chi, dall'altra parte, condivide posizioni mormoniche sul futuro e sul progresso. Ma parlando di una grande opera è necessario anzitutto rispondere ad alcune domande: qual'è la sua utilità effettiva? Qual'è il suo costo? Ci sono garanzie in termini di tutela ambientale? Ci sono alternative?
In Italia spesso si progettano opere in modo sommario e approssimativo e le si approvano con il ricorso alla fiducia, con deroghe, con scorciatoie legislative, che ricordano che il nostro popolo ha un incofessato amore per il dispotismo e una palese idiosincrasia per il rispetto delle regole democratiche. Al contrario, ove si dovrebbe essere rapidi ed efficienti, nei passaggi amministrativi e nella realizzazione, ci annodiamo in ri-progettazioni, dibattiti ex post, referenda fuori tempo massimo e di nuovo in ripensamenti e modifiche. Un paese serio e moderno dà ampio spazio e tempo al momento cardine della decisione politica e poi dimostra incisività nella fase esecutiva. Da noi è il contrario.
A Firenze, una delle opere più controverse è il sottoattraversamento TAV. Un'opera faraonica quanto stupida. Lasciamo ogni spiegazione al video curato dal Comitato NO TAV. (g.g.)
giovedì 28 maggio 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
Gianni Biagi, nel 2001, durante un dibattito alla festa dell'Unità di Firenze, disse: "In questa città tutti dicono la loro e poi non si fa mai niente. Ora è il momento di cambiare sistema: prima si fanno le opere e poi se ne discute".
Posta un commento